Omelia di don Riccardo
Come si può partire verso una meta che è solo promessa?
Come si può partire quando ormai la vita volge ad una stagione dove ci si sente più spettatori che attori? «Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran» (Gen). Eppure, Abram parte nonostante la ricchezza e i beni che tanto sono considerati un fardello (soprattutto in questa stagione ecclesiale e non solo) perché c’è un dinamismo profondo che mette in moto.
Non basta spogliarsi solo di ciò che è materiale... bisogna avere l’inquietudine buona di chi non sa: «... dove posare il capo» (Lc), l’urgenza di testimoniare, di andare a vedere, di sperimentare e incontrare chi non si incontrerebbe mai e accorgersi che anche altri possono testimoniare il Risorto.
Attendere di avere sicurezze in ogni passo e continuare a volgere lo sguardo indietro piuttosto che leggere i segni dei tempi, dicono di una paura sostanziale che blocca, che non permette di prendere il largo e che ci ricorda apertamente che il nostro è un cammino da intraprendere.
Siamo tutti coinvolti nel ricercare una risposta all’interrogativo: “Dove andremmo a finire?” ... dove andremo a finire se non ci proteggessimo per paura di perdere identità, storia e punti fermi?
Non scegliere non ci fa andare da nessuna parte credendo di essere a posto, ci porta a conservarci, ci porta all’immobilismo, cioè alla fine!
Ma sì dai in fin dei conti... sistemato io, i miei figli e la mia famiglia stretta... cosa devo fare di più?
Quanti che dicono: “Ormai io... siete voi che dovete fare...”. Non c'è nulla di più entusiasmante di vedere una donna, un uomo, una ragazza, un ragazzo appassionati, vivi, inquieti e desiderosi di appassionare anche altri. Questa è la domenica in cui scegliere la vita, la conversione e la giustizia perché, appena fuori di qui, ci sono tantissimi aspetti e scenari che necessitano di una posizione da assumere: ingiustizie, secondi fini, prostituzione, salari bassi, illegalità, inventiva buona, impegno da sostenere, azioni da supportare e critiche impietose da evitare per non perdere l’umanità che facilmente viene smarrita anche tra di noi: «... tu invece va e annuncia il regno di Dio» (Lc). Ecco, cosa dobbiamo fare... ma farlo nel concreto.