Lo sport educa quando mette al centro la persona, le sue emozioni e il valore dell’ascolto.

In occasione della 44ª Festa dello Sport di Montesolaro, proponiamo una riflessione di don Alberto, parroco della Comunità Pastorale San Paolo della Serenza.


Attraverso una breve storia e alcuni spunti educativi, don Alberto ci invita a guardare lo sport non soltanto come attività agonistica, ma come una preziosa occasione di crescita umana. Allenatori, educatori e genitori sono chiamati ogni giorno a costruire relazioni autentiche con i ragazzi, imparando l’arte dell’ascolto, della comprensione e dell’accompagnamento.


Il testo che segue vuole essere un piccolo contributo per riscoprire il valore educativo dello sport e la responsabilità che ogni adulto ha nel sostenere il cammino delle nuove generazioni.


L’allenatore Leo era noto per essere uno dei migliori allenatori di calcio giovanile della città. Ma non perché fosse il più severo, o il più tecnico, ma perché sapeva ascoltare.
Un giorno, Luca, un ragazzino di 12 anni, si avvicinò a lui in allenamento. "Coach, non so più se voglio giocare a calcio. Sono sempre in panchina e non mi diverto più". Leo non disse nulla. Non disse "non dire sciocchezze", non disse "tu sei bravo". Si sedette accanto a Luca e disse solo: "Raccontami".
Luca parlò per 10 minuti. Delusione, frustrazione, voglia di essere visto. Coach Leo annuì, senza interrompere. Poi disse: "Mi sembra che tu senta che il calcio non è più divertente come prima. È così?" Luca annuì. Coach Leo continuò: "Cosa ti farebbe sentire che vale la pena giocare ancora?".
Luca pensò un momento. "Se potessi giocare almeno un tempo a partita...".
L’allenatore Leo sorrise. "Possiamo farlo. Vuoi provare?"
Luca tornò in campo con un sorriso. E le cose cambiarono.
La storia di Luca e l’allenatore Leo ci insegna che la comunicazione efficace non è dire all’altra persona cosa è giusto o sbagliato. È ascoltare per capire, e parlare per aiutare.
I genitori e gli allenatori possono fare la differenza nel modo in cui i ragazzi vivono lo sport. Ecco come: impara ad ascoltare i ragazzi senza giudicarli, lasciali parlare (anche se dicono qualcosa che ti potrà sorprendere); chiedi cosa desiderano, non partire dalle tue aspettative; chiedi loro anche come stanno vivendo questo momento di fatica o di confronto: quali emozioni ci sono dietro le parole (puoi chiedere: “Cosa ti piacerebbe che succedesse?” oppure “cosa senti in questo momento?”)
Vedrai che la conversazione cambia. E anche la relazione con i ragazzi.
Lo sport è un terreno di crescita. E la comunicazione è il campo dove si coltiva la fiducia, la motivazione e il divertimento.

don Alberto


Leggi anche...