Tra disincanto e speranza: alla ricerca del senso della vita

Domenica 26 aprile, incontro sul Libro del Qoelet, riflessione disincantata sulla condizione umana. Ecco il programma:
  • Ore 10:00: S. Messa a Novedrate
  • Ore 12:30: pranzo insieme in oratorio a Novedrate con offerta libera.
    • MENÙ • Pasta con pomodori confit salsa di alici e stracciatella; Merluzzo gratinato; Carote glassate e piselli; Biscotto con tartufi al tiramisù. 
  • Ore 14:30 incontro con don Alberto e il diacono Antonio sul Libro del Qoelet: delusione e speranza nell'uomo che cerca Dio. 


Iscrizioni al pranzo

Iscrizioni entro giovedì 23 aprile contattando il diacono Antonio (tel. 333/1774859; mail: antonio.fatigati@diaconatoitaliano.it) o
cliccando qui


Il Libro del Qoelet

Il Qoelet (Ecclesiaste) propone una visione disincantata della condizione umana. Fin dall’espressione “vanità delle vanità”, che richiama l’idea di ciò che è effimero, l’autore osserva come ogni sforzo, successo o piacere sia destinato a svanire nel tempo, segnato dal limite della morte.
Inserito nel contesto della tradizione ebraica che vedeva una corrispondenza tra comportamento morale e ricompensa divina nella vita terrena, il Qoelet ne mette in crisi le certezze: i giusti non sempre sono premiati e gli empi non sempre puniti. Il caso sembra spesso prevalere, aprendo interrogativi profondi sul senso della vita e sulla giustizia di Dio. Non emerge ancora una speranza escatologica o una ricompensa ultraterrena: tutto si gioca nell’arco dell’esistenza presente.
Di fronte a questo limite, l’autore invita a godere dei beni semplici — il lavoro, il cibo, l’amore — come doni di Dio, vivendo il presente con sobrietà e gratitudine. Resta centrale la responsabilità personale: temere Dio e osservare i suoi comandamenti. Questa prospettiva si distingue nettamente dalla rivelazione cristiana, che aprirà alla speranza della vita eterna.

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