Un'estate vissuta nel segno della fraternità, dove ogni bambino ha trovato una comunità pronta ad accoglierlo
Ci sono estati che scorrono veloci e altre che lasciano un'impronta nel cuore.
L'Oratorio Estivo di Carimate appartiene certamente a queste ultime. Per quattro settimane il cortile dell'Oratorio San Luigi è diventato una piccola città, abitata da 126 bambini e ragazzi, dove ciascuno aveva un posto, un compito e qualcuno disposto ad accoglierlo. Il tema "Bella Fra" ha dato il tono a tutta l'esperienza. La fraternità non è una parola da imparare, ma uno stile da vivere ogni giorno. Tra giochi, laboratori, attività sportive, momenti di preghiera e pasti condivisi, i ragazzi hanno imparato che crescere significa anche imparare a camminare accanto agli altri. L'inizio dell'Oratorio era accompagnato da qualche preoccupazione: molti animatori erano impegnati con gli esami di maturità. Ma la risposta è arrivata proprio dai ragazzi di terza media, che hanno scelto di diventare aiuto animatori. Quando ai giovani viene data fiducia, sanno sorprendere con generosità, responsabilità ed entusiasmo. Accanto a loro hanno operato i volontari e, in modo speciale, le mamme dell'Oratorio, presenza silenziosa ma fondamentale. Ogni giorno hanno preparato il pranzo, accolto i bambini e sostenuto il lavoro educativo con quella discrezione che rende grandi i piccoli gesti. Preziosa anche la presenza di don Riccardo, capace di trasformare persino una partita in un momento educativo, e di don Aurelio, che ogni giorno ha guidato un semplice momento di preghiera. Sono stati minuti preziosi, nei quali i bambini hanno scoperto che il cuore ha bisogno di essere educato tanto quanto la mente. Tra le attività più apprezzate anche il laboratorio di arte in lingua inglese guidato da Valentina, una delle mamme dell'Oratorio.
Naturalmente non sono mancate la fatica, il caldo e le giornate iniziate presto. Ma proprio nei momenti più impegnativi è emersa la forza più grande della comunità. Bastava uno sguardo per capire che nessuno era solo. C'era sempre qualcuno pronto ad aiutare, sostituire, incoraggiare. Ed è forse questa la vera magia dell'Oratorio: educare senza fare lezioni. I bambini imparano osservando. Li abbiamo visti aspettare un compagno più lento, tendere una mano a chi era in difficoltà, condividere un gioco o una merenda. Piccoli gesti che raccontano il Vangelo vissuto nella quotidianità e che fanno dell'Oratorio una vera palestra di fraternità.