Una domenica di comunità al Colosseo, tra tanti premi e un collegamento speciale con il Burundi.
Una comunità che si ritrova e guarda lontano
Domenica 25 ottobre, il Colosseo di Montesolaro ha accolto tante persone per la tradizionale Tombolata Missionaria, un appuntamento che ha saputo unire il piacere di stare insieme all'attenzione verso chi vive in situazioni di maggiore difficoltà.
La numerosa partecipazione, i tanti premi e il clima di festa hanno reso il pomeriggio un'occasione bella per ritrovarsi e condividere un gesto di solidarietà. Perché la missione non è qualcosa di lontano dalla nostra vita: nasce anche dalla disponibilità a interessarsi agli altri e a contribuire, ciascuno secondo le proprie possibilità, a costruire un mondo più fraterno.
Un collegamento diretto dal Burundi
Uno dei momenti più significativi è stato il collegamento video dal Burundi, che ha permesso ai presenti di entrare in contatto con una realtà geografica e umana lontana, ma resa più vicina dall'impegno missionario.
In Burundi si trova l'ospedale di Mutoyi, nato nel 1973 come semplice ambulatorio e cresciuto nel tempo grazie al sostegno del VISPE (Volontari Italiani per la Solidarietà ai Paesi Emergenti). La struttura rappresenta oggi un punto di riferimento fondamentale per gli abitanti della regione, offrendo la possibilità di ricevere cure adeguate.
Per rispondere alle crescenti necessità dell'ospedale è in corso il progetto «SOS 2026/27 – Ossigeno per LORO», finalizzato alla realizzazione di un impianto per l'ossigeno più moderno e adeguato alle esigenze dei reparti. Sono già stati raccolti 75.000 euro, ma servono ancora risorse per portare a termine i lavori.
La missione comincia anche da noi
La Tombolata Missionaria è stata un'occasione per vivere concretamente lo spirito della missione: incontrarsi, condividere e sostenere chi si prende cura delle persone più fragili.
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e contribuito alla riuscita del pomeriggio. La generosità della comunità, anche attraverso iniziative semplici come questa, può trasformarsi in un aiuto concreto per chi ha bisogno di cure e di nuove opportunità di vita.
Un pomeriggio di festa che ci ricorda come la solidarietà possa superare le distanze e farci sentire parte di una comunità più grande, capace di guardare oltre i propri confini.
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