Il Papa ci invita a comunicare con le autorità
“Un’intera civiltà morirà stanotte” è la minaccia di un uomo di potere facendo intendere di non escludere l’uso di armi nucleari per questioni economiche. E ancora, ha minacciato di ridurre il nemico “all’età della pietra” (senza riconoscere che l’Iran è stata la culla di una delle culture più antiche e raffinate dell’antichità), ha insultato il nemico, immaginato la distruzione di ponti e centrali energetiche (che resta un crimine di guerra). È chiaro a ognuno che non ci muoviamo più all’interno del diritto internazionale e neppure nella più antica “legge del taglione”, ma siamo tornati alla “legge della giungla”, quella che vede semplicemente prevalere il più forte.
Ha risposto il papa martedì sera: “Tutti gli attacchi alle infrastrutture civili sono contro il diritto internazionale, ma sono anche un segno dell’odio, della divisione, della distruzione di cui l’essere umano è capace”. La notte tra il 7 e l’8 aprile abbiamo rischiato (e il rischio non è del tutto scomparso) l’esplodere di una guerra atomica.
Martedì notte il Papa, tornando da Castel Gandolfo, ha rilasciato delle importanti dichiarazioni ai giornalisti: “oggi come tutti sappiamo c'è stata anche questa minaccia contro tutto il popolo dell'Iran e questo veramente non è accettabile”.
"Vorrei invitare tutti a pregare, ma anche a cercare come comunicare - forse con i “congressisti” (membri del Congresso americano, ndr), con le autorità - per dire che non vogliamo la guerra, vogliamo la pace! Siamo un popolo che ama la pace. C’è tanto bisogno di pace nel mondo!"
Raccogliamo l’invito del papa alla preghiera per la pace, che egli stesso sabato 11 aprile ha presieduto in S. Pietro e che la nostra Comunità farà lunedì 13 aprile alle 8:30 a Montesolaro con la S.Messa e l’adorazione eucaristica per la pace.
Il Papa ci invita anche a un’azione pratica: comunicare con le proprie autorità politiche per dire che siamo un popolo che ama la pace e non vuole la guerra!
Abbiamo il coraggio, come cristiani, di far sentire la nostra voce ai nostri politici? Possiamo dire che non siamo d’accordo con chi minaccia la sopravvivenza di interi popoli? Possiamo dire che non siamo d’accordo con chi – in nome della propria difesa - arriva a sterminare a Gaza un’intera popolazione (fino a perpetrare un genocidio)? Possiamo dire che non siamo d’accordo con chi attacca una nazione – il Libano - e uccide dei civili (254 morti l’8 aprile) per una difesa preventiva?
Ha detto il segretario di stato vaticano, card. Parolin : “Ci sarebbe bisogno di più voci di pace, di più voci contro la follia della corsa al riarmo, di più voci che si levano in favore dei nostri fratelli più poveri, di più voci e di più proposte – penso ad esempio al mondo degli atenei cattolici – per nuovi modelli economici improntati alla giustizia e alla cura dei più deboli invece che all’idolatria del denaro”.
Il presidente di Pax Christi, l’arcivescovo Giovanni Ricchiuti ha dichiarato: “Se l’Americano giunge a dichiarare che una civiltà sarà cancellata dalla storia dell’umanità, ecco, siamo alla follia. Bene ha detto Leone XIV: inaccettabile. Dichiarazioni di questo tenore sono inaccettabili nella forma e nella sostanza. Il Papa è coraggioso.”
Dobbiamo far sentire la nostra voce di cristiani: pace tra i popoli! No alla follia del riarmo! Attenzione alla voce dei più poveri! E promozione di nuovi modelli economici!