Domenica 17 maggio i ragazzi di Novedrate e Montesolaro vivranno la loro Prima Comunione accompagnati dalla preghiera e dalla vicinanza di tutta la comunità.

La Comunità Pastorale si prepara a vivere la seconda domenica di celebrazione della Prima Comunione, un appuntamento particolarmente significativo per i bambini del terzo anno di Iniziazione Cristiana e per tutta la comunità.


A introdurre questo tempo di festa e di preghiera sono le parole pronunciate da Papa Leone XIV durante l’udienza generale di mercoledì 13 maggio 2026, rivolte ai pellegrini polacchi ma capaci di parlare a tutta la Chiesa:

«Saluto cordialmente i polacchi. In questi giorni, in Polonia, i bambini si accostano per la prima volta al Sacramento della Riconciliazione e alla Prima Comunione. I genitori, i catechisti e gli educatori siano per loro un esempio nel ricorrere spesso alla grazia dei Sacramenti. Accompagniamoli con la preghiera, invocando l’intercessione di Maria, Madre della Chiesa, che venerate con il canto delle Litanie Lauretane. A tutti la mia benedizione!».


Dopo la giornata di domenica 10 maggio, nella quale le parrocchie di Carimate e Figino hanno vissuto la celebrazione delle Prime Comunioni, domenica 17 maggio 2026 sarà il momento dei ragazzi delle parrocchie di Novedrate e Montesolaro.


La Prima Comunione rappresenta molto più di una semplice tappa personale o familiare: è una vera festa comunitaria che trova il suo cuore nella celebrazione della Messa domenicale. L’intera comunità cristiana è chiamata a condividere e accompagnare la crescita nella fede dei più piccoli, sostenendoli con la presenza, la testimonianza e la preghiera.


L’esperienza della fede, infatti, non è qualcosa di distante dalla vita quotidiana dei ragazzi, ma attraversa concretamente le loro relazioni, il cammino educativo e le esperienze di ogni giorno. È proprio dentro la vita ordinaria che si realizza l’incontro con il Signore.


Per questo la celebrazione della Prima Comunione assume il carattere di una “Messa solenne”, dove il termine “solenne” non indica semplicemente un maggiore apparato rituale, ma esprime soprattutto la dimensione della festa, della partecipazione e della presenza viva dei diversi ministeri della comunità.


Una celebrazione è tanto più solenne quanto più riesce a coinvolgere tutta l’assemblea nella preghiera e nella partecipazione attiva, diventando così autenticamente festosa. Anche i segni, i canti, i gesti e la cura della liturgia contribuiscono a manifestare la gioia della comunità che celebra.


Con questo spirito, tutta la Comunità Pastorale è invitata ad accompagnare con la preghiera i bambini e le loro famiglie, affinché questo importante passaggio del cammino cristiano sia vissuto con gioia, consapevolezza e gratitudine.