Portando con solennità l'Eucaristia in processione, vogliamo risvegliare nella nostra coscienza la certezza che Dio cammina con gli uomini, cammina con noi
In questi giorni si è discusso molto della scelta dell'Arcivescovo Mario Delpini di non celebrare la tradizionale processione del Corpus Domini per le vie di Milano. Sui social si sono moltiplicati commenti, critiche, richiami a norme liturgiche e tradizioni. Come spesso accade, si è parlato molto della forma, quasi che il cuore della questione fosse stabilire se una processione debba essere fatta oppure no.
Ma il problema non è la processione. La vera domanda è un'altra: quanto conta ancora per noi l'Eucaristia?
Possiamo discutere per ore sul percorso, sulla lunghezza del corteo, sulle tradizioni da conservare. Possiamo persino dividerci tra chi difende il passato e chi invoca il cambiamento. Ma se non riconosciamo nel Pane consacrato la presenza viva, vera e reale di Gesù Cristo, ogni processione rischia di diventare soltanto una bella manifestazione religiosa, una tradizione da rispettare, un appuntamento da calendario.
La solennità del Corpus Domini ci ricorda invece qualcosa di molto più grande: Dio cammina con il suo popolo. Cristo ci raduna dalla dispersione delle nostre vite, ci raccoglie attorno alla sua mensa, ci nutre con il Pane della vita e ci accompagna sulle strade della storia. Per questo la processione non è una scenografia, ma un segno. Un segno che però funziona soltanto se rimanda a una fede vissuta e celebrata.
Forse dovremmo avere il coraggio di porci qualche domanda scomoda. Ci preoccupiamo della processione, ma partecipiamo con fedeltà all'Eucaristia domenicale? Difendiamo le tradizioni, ma ci lasciamo trasformare da ciò che celebriamo? Ci scandalizziamo se un rito cambia, ma ci accorgiamo che molte delle nostre chiese si svuotano lentamente? Ci indigniamo per una processione che non si fa, ma quanto tempo dedichiamo alla preghiera davanti al Santissimo Sacramento?
Si sente spesso dire che i segni non servono, che basta la fede. Certo, la fede è essenziale. Ma una fede senza segni rischia di diventare invisibile. I simboli, i gesti, i riti non sono accessori inutili: parlano al cuore, educano la comunità, trasmettono una memoria e una speranza. Forse il problema non è che abbiamo troppi simboli, ma che rischiamo di aver perso il significato di ciò che rappresentano.
Anche nella nostra Comunità Pastorale qualcuno si è interrogato sulla scelta di vivere un'unica processione per le quattro parrocchie. Qualcuno avrebbe preferito mantenere le consuetudini di sempre. È comprensibile. Ma forse proprio qui si trova una provocazione importante: siamo disposti a fare un passo oltre i nostri confini, le nostre abitudini e i nostri campanili per riconoscerci davvero come un'unica comunità?
In questi giorni abbiamo vissuto e stiamo vivendo una Settimana Eucaristica ricca di occasioni di preghiera, adorazione e celebrazione. Momenti straordinari, ma anche appuntamenti semplici e quotidiani, come la Messa feriale, che spesso rischia di essere considerata una proposta per pochi. Eppure è proprio lì che il Signore continua a incontrare il suo popolo e a nutrirlo con la sua presenza.
La processione del Corpus Domini non è il ricordo nostalgico di un passato che non c'è più.
È la testimonianza di una Chiesa che continua a credere che Cristo cammina ancora nelle nostre strade, entra nelle nostre case, attraversa le nostre fatiche e le nostre speranze. Quest'anno passerà fisicamente per le vie di un solo paese, ma simbolicamente attraverserà tutta la nostra Comunità Pastorale.
Forse il segno più bello non sarà il percorso, né il numero dei partecipanti. Sarà vedere una comunità raccolta attorno all'Eucaristia, capace di pregare insieme e di camminare insieme. Una comunità che prova a superare divisioni, abitudini e campanilismi per riconoscersi come un solo popolo convocato dal Signore.
E allora la domanda finale non è se partecipare o meno a una processione.
La domanda è: siamo ancora disposti a camminare dietro di Lui? Oppure preferiamo fermarci a discutere del modo in cui dovrebbe passare?