Lo sport come spazio di incontro, formazione e vita comunitaria

Gli obiettivi da intercettare in un mondo che cambia

- Lo sport non è zona franca

Oggi migliaia di ragazzi e famiglie varcano le porte dell’oratorio e magari lo attraversano solamente per l’allenamento o la partita, spesso non intercettando la comunità cristiana che li accoglie. Lo sport a volte rischia di trasformarsi in una realtà parallela, che può risultare distante o addirittura estranea alla vita dell’oratorio. Eppure, non è mai stato questo lo sguardo con cui abbiamo costruito negli anni lo sport in oratorio, dalla sua origine fino ad oggi.

Nel tempo, la tradizione oratoriana ha saputo custodire una visione integrale della persona, educando contemporaneamente il cuore, la mente e il corpo. È tempo di ritrovare questa unità, sia nella vita delle persone sia nella proposta educativa che l’oratorio e la società sportiva possono condividere.

È tempo di rilanciare con coraggio il ruolo educativo e pastorale dello sport in oratorio. Lo sport non è un servizio esterno né una concessione: può essere a pieno titolo un’esperienza educativa di valore che può davvero portare alla crescita integrale di migliaia di ragazzi e ragazze.


- Educazione integrale e alleanza educativa

Fare “gioco di squadra” non è uno slogan: è un messaggio pastorale forte. Il tema trasversale “Oratorio e sport” che la FOM vuole sostenere quest’anno mira a consolidare un’alleanza educativa tra oratorio e società sportive, fondata su reciproco riconoscimento, stima e corresponsabilità. Lo sport può diventare un ambiente di autentica crescita solo se sostenuto da una regia chiara e sinergica, e da una progettualità condivisa.


I valori sportivi in chiave evangelica: "Ragazzo, fatti avanti"

- Eccellenza, rispetto, amicizia: i valori sportivi in chiave evangelica
  • Eccellenza: non si tratta di vincere a tutti i costi, ma di dare il meglio di sé, come dono agli altri e a Dio.
  • Rispetto: per sé, per gli altri, per le regole, per chi resta indietro.
  • Amicizia: che nasce dal gioco, ma diventa scelta di fraternità.

Lo sport non è solo gioco, è cultura di pace, scuola di comunità, via per annunciare il Vangelo.


- It’s your time

“It’s your time” è lo slogan sportivo che spinge anche gli atleti a farsi avanti, accogliendo la sfida del momento presente. È sempre il tempo di scendere in campo, di vivere lo sport non solo come competizione, ma come un’esperienza che educa, che forma e che fa crescere.

È il tempo di giocare con tutto sé stessi, come suggeriva Papa Leone XIV nel Giubileo degli sportivi, ricordando che il vero atleta non è quello che non perde mai, ma chi sa rialzarsi donarsi, perfino nell’arte della sconfitta.

Lo sport, nella visione cristiana, non è un’appendice ma parte integrante di una educazione integrale: corpo, spirito e intelligenza in allenamento continuo. “It’s your time” è un invito personale e comunitario.

È il tuo momento per esprimere i talenti, crescere nella responsabilità, allenarti alla vita.

Ma è anche il nostro tempo: il tempo della squadra, del gioco condiviso, della visione educativa che unisce oratorio e società sportiva in una sola alleanza. Educatori, dirigenti, allenatori, siete chiamati a far vivere un tempo nuovo dove lo sport non coltiva il suo orticello, ma diventa luogo di sinodalità e di corresponsabilità.

In un tempo in cui tanti ragazzi faticano a trovare il proprio posto, a espri mersi, a sentirsi visti, lo sport può diventare una vera “Porta” attraverso cui riscoprire la gioia, la fiducia, il legame con gli altri. Per questo diciamo It’s your time. Davvero: è tempo di esserci.

È tempo di credere che anche attraverso uno sport ben vissuto, Dio gioca con noi, per la nostra felicità e quella degli altri.


- Papa Leone XIV: la concretezza, disarmata e disarmante, traccia il percorso
«In una società sempre più digitale, in cui le tecnologie, pur avvicinando persone lontane, spesso allontanano chi sta vicino, lo sport valorizza la concretezza dello stare insieme, il senso del corpo, dello spazio, della fatica, del tempo reale. Così, contro la tentazione di fuggire in mondi virtuali, esso aiuta a mantenere un sano contatto con la natura e con la vita concreta, luogo in cui solo si esercita l’amore».


DECALOGO DELLO SPORT IN ORATORIO

1. SI CREDE NELLO SPORT

«Una valida pastorale dello sport nasce dalla consapevolezza che lo sport è uno dei luoghi in cui si formano immaginari, si plasmano stili di vita e si educano le giovani generazioni».

2. LO SPORT CERCA ALLEANZE

«Lo sport, infatti, attraversa parrocchie, scuole, università, oratori, associazioni e quartieri: stimolare una visione condivisa consente di evitare frammentazioni e di valorizzare le esperienze già esistenti».

3. LO SPORT AIUTA A CRESCERE COME PERSONE

«Lo sport offre una lezione decisiva anche oltre il campo di gara: insegna che si può aspirare al massimo senza negare la propria fragilità, che si può vincere senza umiliare, che si può perdere senza essere sconfitti come persone».

4. LO SPORT È DI QUALITÀ

«Gli allenatori svolgono un ruolo fondamentale nel creare un ambiente in cui queste dinamiche possano essere vissute, accompagnando i giocatori attraverso di esse. Data la complessità umana coinvolta, è di grande aiuto quando un allenatore è animato da valori spirituali».

5. C’È UN PATTO EDUCATIVO SPORTIVO

«L’accompagnamento pastorale dello sport non si esaurisce in momenti celebrativi, ma si realizza nel tempo, condividendo le fatiche, le aspettative, le delusioni e le speranze di chi vive quotidianamente il campo, la palestra, la strada».

6. LO SPORT HA FATTO LA STORIA

«Su tale sfondo si inserisce anche l’opera di grandi educatori, da san Filippo Neri a san Giovanni Bosco. Quest’ultimo, attraverso la promozione degli oratori, stabilì un ponte privilegiato tra la Chiesa e le nuove generazioni, facendo anche dello sport un ambito di evangelizzazione».

7. LO SPORT TI METTE IN GIOCO

«Quando gli sport di squadra non sono inquinati dal culto del profitto, i giovani “si mettono in gioco” in relazione a qualcosa che per loro è molto importante. Si tratta di una formidabile opportunità educativa. […] Prendono forma così fondamentali virtù personali, cristiane e civili».

8. LO SPORT VA OLTRE LO SPORT

«Lo sport nasce come esperienza relazionale: mette in contatto i corpi e, attraverso i corpi, le storie, le differenze, le appartenenze».

9. LO SPORT NON TRADISCE SÉ STESSO

«I problemi sorgono quando il business diventa la motivazione primaria o esclusiva. Allora le scelte non muovono più dalla dignità delle persone, né da ciò che favorisce il bene dell’atleta, il suo sviluppo integrale e quello della comunità».

10. LO SPORT È PER TUTTI

«Allargando ulteriormente lo sguardo, è importante ricordare che, proprio perché lo sport è fonte di gioia e favorisce lo sviluppo personale e le relazioni sociali, esso dovrebbe essere accessibile a tutte le persone che desiderano praticarlo».

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