Dal “voto” del 1753 contro carestia e siccità, una devozione che attraversa i secoli

Questa devozione per i Carimatesi ha le sue origini in un fatto accaduto nel 1600 quando il Crocifisso collocato in S. Maria cadde. Il legno della croce andò in mille pezzi, mentre l’effigie di Gesù restò intatta. Da allora il simulacro miracoloso restaurato venne posto in chiesa parrocchiale all’altare della deposizione e divenne oggetto di devozione anche per i fedeli dei paesi vicini. Tale devozione si accrebbe nell’estate del 1753, quando si verificò una terribile siccità aggravata da una infestazione dei “vermi del miglio”. Ciò causò una devastante carestia e una diffusa povertà in tutte le famiglie. Si indisse per questo motivo un triduo di gesti penitenziali e di preghiere a Gesù Crocifisso, in seguito al quale, queste calamità cessarono. Da allora, nell’ultimo periodo di agosto, ogni anno, il parroco di quel periodo, Don Cesare Del Bene, pensò di organizzare una questua con la raccolta di prodotti della terra da portare in offerta alla chiesa del Santo Crocifisso di Como, la prima domenica di settembre. 
I Carimatesi sono rimasti fedeli al “voto” con l’annuale pellegrinaggio che inizialmente si svolgeva a piedi, passando da Cantù. Nel secolo scorso, si racconta che molti nostri concittadini, in quella domenica, si sono serviti del trasporto ferroviario da Carimate per raggiungere Como e adempiere il “voto” antico. Anche quest’anno vogliamo rinnovare la proposta. La celebrazione della Messa a Como in santuario alle 8.30 di domenica 7 settembre e la partecipazione di devoti ci auguriamo possano vedere la presenza di un bel gruppo di Carimatesi. E’ significativo pertanto ritrovarci ai piedi della croce di Gesù per vivere come popolo di Dio un gesto che riscopre le proprie preziose radici nel passato. I nostri padri ci insegnano, con l’impegno del “voto”, a ricordarci quanto è importante sentirci comunità che non dimentica di ringraziare Gesù Crocifisso che si è fatto e continua anche oggi a farsi compagno di viaggio nelle difficoltà della vita.

Elena Mantovani

 

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