Un cammino di fede, fraternità e rinnovamento spirituale.

Il pellegrinaggio non è mai una semplice gita, né un’occasione per fare turismo. È un cammino spirituale che coinvolge l’intera persona e che porta ciascuno a vivere un’esperienza di fede capace di trasformare lo sguardo, il cuore e persino la vita quotidiana. Fin dai primi secoli, i cristiani hanno sentito il desiderio di muoversi verso un luogo santo per incontrare più profondamente il Signore e per riscoprire le proprie radici spirituali. Anche oggi, quando tutto sembra rapido e immediato, il pellegrinaggio conserva una forza sorprendentemente attuale: ci invita a uscire, a spostarci, a rimetterci in gioco.
Fare un pellegrinaggio significa prendersi una pausa dalla routine per orientare nuovamente il cuore verso Dio. È un “andare oltre” se stessi e le proprie occupazioni, lasciando spazio alla grazia. Camminare verso un santuario, un luogo biblico o una chiesa significativa diventa un simbolo della vita stessa: un viaggio verso la meta finale, dove il Signore ci attende con il suo amore fedele. Ogni passo rivela la nostra sete di Lui, il nostro desiderio di conversione e di incontro.
Ma il pellegrinaggio non è mai solo un’esperienza personale: è una via comunitaria, un’immagine concreta della Chiesa che cammina nel tempo. Condividere la fatica, la preghiera, il silenzio e la gioia di essere insieme crea legami nuovi e autentici. La fraternità che nasce lungo la strada diventa testimonianza e dono per l’intera comunità pastorale. Anche i momenti più semplici – un pranzo condiviso, una sosta, uno scambio di parole – diventano occasione di comunione, perché il pellegrinaggio insegna a non camminare da soli.
C’è poi una dimensione molto concreta e profondamente spirituale: la “preghiera del corpo”. Il viaggio, la fatica, il distacco dalle comodità, il silenzio del tragitto… tutto diventa offerta. È la nostra umanità che, passo dopo passo, si mette in sintonia con la volontà di Dio. Talvolta il pellegrinaggio è vissuto anche come gesto penitenziale o votivo, per chiedere una grazia, per ringraziare, per affidare a un santo o alla Vergine Maria le nostre fragilità e le nostre speranze.
La meta, poi, non è un luogo qualunque: è un luogo santo, dove la storia della salvezza ha lasciato un’impronta particolare. Visitare questi luoghi significa riscoprire le sorgenti della nostra fede, ritornare all’essenziale, lasciarci toccare dal mistero di Dio che agisce nella storia e nella vita dei santi.
Anche quando il percorso è breve o vicino a casa, lo spirito resta lo stesso: ogni volta che usciamo dalle nostre abitudini, lasciamo le preoccupazioni quotidiane, rinunciamo a controllare tutto e ci mettiamo in cammino verso una chiesa, stiamo vivendo un piccolo esodo. Andiamo incontro al Signore morto e risorto, che viene a noi proprio mentre lo cerchiamo.
Per questi motivi, un pellegrinaggio richiede cura, preparazione e attenzione, ma i frutti spirituali che porta nella vita dei partecipanti e della comunità sono immensi. È una vera e propria “scuola di preghiera”, che educa al silenzio, all’ascolto, alla fraternità e alla fede vissuta con il corpo e con il cuore. Chi parte, spesso, non torna uguale a come era partito: qualcosa si accende, si rinnova, si trasforma.
Con questo spirito, la nostra Comunità Pastorale desidera proporre nei prossimi mesi alcuni pellegrinaggi comunitari, occasioni preziose per crescere insieme nella fede e per rinsaldare la fraternità. 
Nel mese mariano, sabato 30 maggio 2026 vivremo il Pellegrinaggio della Comunità al Santuario della Madonna di Monte Berico a Vicenza, un luogo caro alla devozione mariana e ricco di tradizione spirituale. Un’altra proposta sarà un tempo forte di preghiera e affidamento alla Vergine Maria nel Pellegrinaggio a Fatima, proposto da mercoledì 21 a sabato 24 ottobre 2026. Infine, per gli iscritti dal 5 al 7 marzo 2026, avremo la gioia di sostare nei luoghi che hanno visto nascere la santità di Francesco e Chiara, con il Pellegrinaggio ad Assisi, tre giorni per respirare il Vangelo nella sua forma più semplice e luminosa.
Saranno passi condivisi che ci accompagneranno, ancora una volta, verso il Signore che ci guida e ci attende.

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