La Pasqua di Cristo: vittoria della Vita sulla morte
La Pasqua di Cristo: vittoria della Vita sulla morte
La luce che nessuna tenebra può spegnere
La luce di Cristo risorto brilla nelle tenebre! Le tenebre per quanto siano oscure non possono vincere sulla luce!
L’evento della Resurrezione di Cristo è l’evento straordinario che ha cambiato la storia dell’umanità: ha donato ai cuori dei credenti la certezza che la vita è un dono e che arriverà al suo pieno compimento.
La speranza cristiana non ha più nulla da temere: niente e nessuno potranno scalfire la nostra certezza che la vita che ama è più forte della morte!
L’annuncio di questa novità inaspettata e gioiosa è talmente unico e liberatorio che si può anche desiderare di vivere tutta la vita ad annunciare la vittoria della vita risorta sulla morte (un ingegnere che conosco ha abbandonato il lavoro, in cui guadagnava anche parecchi soldi di stipendio, per dedicare la sua vita ad annunciare l’evento più sorprendente e commovente: la vittoria di Cristo sulla morte! Ora quell’ingegnere è prete). Qual è l’atteggiamento da coltivare per poter gustare questo dono?
“I beni più importanti non vanno cercati”, come se li potessimo carpire da qualche parte, “ma vanno attesi” (ha scritto padre Ermes Ronchi).
Carissimi: attendiamo la Pasqua come dono immeritato.
Quando un dono è immeritato perché va al di là dei nostri meriti lo possiamo solo accogliere, possiamo solo attendere che esso si riveli per noi.
A partire dalle lacrime di Maria Maddalena, le prime che il Risorto incontra (secondo il Vangelo di oggi) al Risorto stanno a cuore le lacrime di ogni persona. E “una messe di lacrime è oggi il mondo” (Ronchi). La vittoria di Cristo sulla morte non è uno sguardo ingenuo che dimentica, o peggio fa finta, che il dolore nel mondo non ci sia più.
Finalmente Signore raccogli le lacrime dei pianti di tante famiglie che hanno subito la violenza, l’assassinio di persone care. Pensiamo alla follia delle tante guerre che ci sono oggi: ogni lacrima sarà raccolta, ogni dolore troverà una carezza, ogni odio troverà la sua riconciliazione. Ogni cristiano si curverà sulle ferite dell’umanità.
Noi cristiani non facciamo finta che niente di grave sia successo per poter festeggiare la Resurrezione di Cristo ma INDICHIAMO LA LUCE DI CRISTO RISORTO COME UNICA LUCE CHE VINCE LE TENEBRE DELLA VIOLENZA, DELLA GUERRA, DELLA MORTE.
Una carezza a te madre, che hai bagnato con le tue lacrime il tempo della tua confessione pasquale, indignata del male che l’uomo ha saputo scatenare dal male del suo cuore. E che non hai più parole per spiegare ai tuoi figli che il mondo non è solo male e guerra e violenza e soprusi. E che mi chiedevi come poter annunciare che Cristo è risorto se la vita di tanti poveri cristi è ancora ferma al venerdì santo sulla croce.
Iniziamo noi ad accogliere il dono della Risurrezione, lasciamo convertire il nostro cuore. Lasciamo che l’azione dello Spirito Santo continui a conquistare il cuore degli uomini e che possa, con il nostro aiuto, far germogliare tutto il bene che può nascere nel mondo.
Sperimentare nella propria vita che la potenza dell’amore di Cristo è più forte della violenza e della morte, è l’augurio che noi sacerdoti e il diacono e la diaconia tutta facciamo a tutta la Comunità Pastorale!



