Sabato 27 marzo Veglia Traditio Symboli

Carissimi, anche quest’anno non potremo recarci nel nostro Duomo Cattedrale per il sabato “in Traditione Symboli”. Il nostro Arcivescovo, S. Ecc.za Rev.ma Mario Delpini, ci invita comunque a pregare con lui in questa vigilia che ci introduce ufficialmente nella Settimana Santa.
Ecco perché vi invito a ritrovarci tutti insieme a pregare presso la Chiesa di Montesolaro, dove seguiremo il nostro Arcivescovo in diretta live. 

Ci troviamo sabato 27 marzo 2021alle ore 20.00 presso la Chiesa parrocchiale di Montesolaro.

Vi aspetto!

Don Giacomo, Coadiutore della Comunità san Paolo della Serenza


Traditio Symboli, la fede che nasce da uno sguardo


Gli sguardi a volte accendono conflitti, guerre interiori, risse. Altrimenti uno sguardo ha la forza di conquistare, accendere la vita, muovere il cuore. La fede, come un affetto, nasce da uno sguardo. Il Vangelo di Luca ci accompagna davanti a questi occhi di Gesù che hanno sovvertito la vita di Zaccheo, di Pietro, del giovane ricco, come quella di una donna che piombò nel mezzo di una cena a casa di Simone il fariseo. Ogni giovane si trova a essere oggetto del medesimo sguardo e nella prossima Traditio Symboli ci troveremo così attirati dal fascino di Gesù per disporci a vivere la Settimana autentica, il mistero della Pasqua.

In questa stagione di grande indeterminatezza e a rischio di sospensione di scelte significative, abbiamo bisogno di ritrovare fiducia nel Signore che ci ama e ci incoraggia a vivere qui e ora, a intraprendere la vita come una vocazione. Abbiamo bisogno di spiritualità, cioè di quella ostinata misericordia del Signore che genera una visione originale e sensata della nostra storia personale.

Non mancheranno per i giovani diverse provocazioni interessanti.

Anzitutto nella celebrazione Gesù ci raccoglie perchè ha “una cosa da dirci”, come capitò a Simone il fariseo: la Parola di Dio (in particolare il racconto di Lc 7,36-50) accompagnata dai commenti di padre Ermes Ronchi e l’adorazione della croce, presso la quale la preghiera diventa universale, saranno i momenti salienti della preghiera comune.

La donna peccatrice del Vangelo, con il suo profumo sparso ovunque nella stanza e con i suoi gesti di affetto per nulla trattenuti nei confronti di Gesù, può inquietare il nostro cuore che spesso presume di sé e ci introduce realmente nella logica smisurata della Settimana santa. Quella donna ci educa alla sapienza dell’amore e ci accompagna a interpretare la fede come un affetto travolgente per Gesù. Anche il corpo, dopo una affannosa mendicanza d’amore, è tutto per Lui.

La presenza del nostro Arcivescovo rende evidente la dimensione ecclesiale, pone i giovani in ascolto dell’insegnamento degli apostoli e ci fa sperimentare un senso di comunione e unità dentro la nostra immensa diocesi di Milano. Ci trasmette il deposito della fede, propone la Chiesa quale appartenenza solida e promettente.

Un’altra grande provocazione arriva ai giovani attraverso la presenza dei catecumeni che ricevono il Credo per impararlo a memoria e perché diventi poi il senso profondo dell’esistenza. Il loro desiderio di conoscere Gesù e di essere parte viva della Chiesa esprime un richiamo forte per i giovani, stimolano a una freschezza che proviene da chi rimane colpito dalla grazia del Vangelo. Essere credenti nel nostro tempo è una grazia straordinaria e insieme una scelta coraggiosa.

Gli occhi di Gesù vanno a posarsi sulla storia di ciascuno dei nostri giovani. Da qui la nostra umanità si profuma di Vangelo, si trasforma in testimonianza dell’amore eccessivo di Gesù.

di don Marco FUSI Responsabile Servizio diocesano Giovani e Università da chiesadimilano.it

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