Qualche domanda a partire dalla morte di don Roberto fino ad arrivare alla morte di Nadia

Nella prima settimana da parroco, il primo martedì in cui risiedevo nella nuova Comunità Pastorale, all’incontro dei preti del decanato, era il 15 settembre 2020, abbiamo appreso dell’assassinio di don Roberto Malgesini, da parte di un uomo che lo conosceva e che era aiutato proprio da lui.

Ora, una settimana dopo aver accolto Flavia e Valentina nell’appartamento parrocchiale di piazza Umberto I, una loro consorella missionaria laica dell’Operazione Mato Grosso, Nadia De Munari, viene barbaramente uccisa. 

Cosa accomuna don Roberto e Nadia? La fede nel Signore Gesù e l’aiuto verso i poveri.

Quando padre Ugo De Censi chiese ai suoi collaboratori chi fosse disponibile ad assumersi il gravoso impegno di seguire le 40 maestre e i 400 bambini delle scuole per i poveri a Nuevo Chimbote (sulle Ande peruviane) Nadia rispose: “se vuoi, vado io”. È questo il «sì» che Nadia ha detto nella concretezza della sua vita e che è stato preparato dal «sì» che precedentemente aveva detto al Signore Gesù.

Lunedì 3 maggio si sono svolti a Schio, suo paese d’origine, i funerali di Nadia (si possono rivedere in video su youtube), il suo vescovo del Perù nell’omelia ha ricordato come la prima testimonianza di Nadia era: “fai della tua vita un dono d’amore.” Per arrivare a vivere questo non ci si può improvvisare, ma tutta la nostra vita è esercizio per fare della vita un dono. La modalità con cui avverrà questa donazione non la conosciamo.

Nadia e don Roberto ci insegnano l’importanza della fede e a non avere paura di mettersi al servizio dei più poveri. E forse è proprio questa la strada che rende più libera la Chiesa, più vicina al Vangelo del Signore Gesù.

È un fallimento la loro uccisione? Agli occhi degli uomini sicuramente, con gli occhi della fede no: perché sia Nadia che don Roberto hanno amato gli ultimi fino alla fine. Fino a dare tutto di sé. Proprio come ha fatto il Signore Gesù che ha donato tutta la sua vita per noi. 

Ogni volta che riceviamo l’Eucarestia, noi riceviamo la Grazia per amare un po’ più come il Signore. Una comunità che si nutre dell’Eucarestia impara pian piano ad amare gli ultimi e a donare tutto.
Questa penso sia la lezione più preziosa che ci lasciano Nadia e don Roberto. Una lezione tutta da vivere, nella preghiera e nell’aiuto verso gli ultimi. 

don Alberto

 
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