Testimonianza

Nelle scorse settimane abbiamo avuto l’opportunità di rivedere Suor Maria Grazia Colombo nella comunità di Montesolaro, l’occasione era ghiotta per porgerle alcune domande, per conoscerla meglio e capire un pochino più nel dettaglio la sua particolare vocazione.
In breve Suor Grazia raccontaci chi sei
Sono una monaca domenicana mi chiamo suor Maria Grazia e vivo nel monastero in Pratovecchio in provincia di Arezzo nella bella valle del Casentino.
Appartengo all’Ordine dei Predicatori fondato da S. Domenico di Guzman.
Io sono soggetta alla clausura ma nonostante questo, sono appena stata in famiglia a visitare mia mamma di 93 anni.
Ringrazio Dio per avermi chiamato a seguirlo da vicino in questa vita di preghiera.
Come figlie di S. Domenico nel nostro specifico, lo scopo è la preghiera come sostegno alla predicazione dei nostri confratelli.
Poi abbiamo la vita comune, lo studio della Parola di Dio.

Mi ha sempre affascinato questa riflessione: in tutte le vocazioni, specialmente quelle di particolare consacrazione, esiste, a mio parere, un prima e ...un dopo. Ecco mi piacerebbe che raccontassi di quel particolare istante che ha fatto da spartiacque nella tua vita.
Prima vivevo senza Dio, o meglio, credevo in Dio ma lo sentivo lontano …. in cielo e quindi ero occupata da tante cose belle, apprezzabili ma che non mi davano la vera gioia. Il dopo? Ho incontrato il Signore, il Dio fatto carne e qui è nato in me un atteggiamento di profondo amore filiale: “Questa è la caratteristica dell’amicizia” dice san Tommaso “che l’amico riveli all’amico i suoi segreti”. Allora per me è iniziata una relazione d’amore con il Signore, ho conosciuto il Dio amore. Gesù è stato lo spartiacque della mia vita.

In cosa consiste, quale è lo specifico carisma del tuo essere suora di clausura Domenicana?
Tenere sempre presente il fine: “Dio e la salvezza delle anime”.
San Domenico era l’uomo della misericordia: aveva un cuore grande, amava tutti e da tutti era amato per la sua compassione che lo muoveva verso gli altri. Domenico era uomo di relazione: non ha avuto paura dell’amicizia e dell’amore.
Così animata dal suo amore per le anime più lontane ho avvertito la mia nuova vocazione nella vocazione.

Ecco come è nata la tua passione per “gli ultimi tra gli ultimi” ossia i carcerati, in particolare gli ergastolani. Hai qualche aneddoto da raccontarci?
Si è vero, la mia passione per i miei fratelli detenuti la ritengo la vocazione nella vocazione.
E’ un dono che ho ricevuto da Dio che nella mia povertà ho accolto con la speranza di non sciuparlo.
Il mio stare vicino a queste persone è molto bello ma non è semplice.
Loro hanno bisogno di sentirsi accolti e penso, ne sono convinta, che la grande medicina è il non giudizio.
Uno di loro mi dice sempre che ciò che lo ha cambiato è stato l’amicizia che ha ricevuto, l’essere voluto bene, ritrovare il bello nonostante quello che stava vivendo.
I miei contatti sono con persone che hanno venti o trenta anni di carcere oppure addirittura l’ergastolo.
Uomini che hanno fatto del male ma che non giudico perché non so se trovandomi nelle loro condizioni io avrei agito diversamente. Non per questo voglio giustificarli.
Comunque il carcere è un luogo di grande sofferenza, dove però molti si rendono conto del male fatto.
Con alcuni di loro si parla di Gesù, ma io più che parlare con loro di Gesù preferisco parlare di loro a Gesù.
Provo tanta gioia a volte per il loro cammino che fanno di conversione, uno di loro ha espresso il desiderio di ricevere il battesimo e lo si celebrerà nella nostra chiesa appena sarà uscito dal carcere.
Con loro è nata una bella amicizia e quelli che hanno già scontato la loro pena e sono in libertà vengono a trovarmi in monastero.

Il tuo rapporto con la famiglia, con la tua comunità di Montesolaro come si è trasformato da quando sei in monastero a Pratovecchio?
Diciamo che da quando ho fatto questa scelta la mia vita è cambiata e quindi anche le relazioni con gli altri. Il rapporto con la mia famiglia non è cambiato.
Con la Comunità di Montesolaro, la quale nonostante i miei trent’anni di lontananza, quando mi capita di tornare trovo sempre una grande accoglienza e generosità nei miei confronti e della mia Comunità monastica.
È al termine di queste poche righe che sento il dovere di ringraziare di nuovo tutti rassicurando a tutti la mia preghiera.

Per concludere, cosa ti senti di dire ai giovani, alle ragazze in particolare che sono alla ricerca di quel qualcosa, meglio di quel Qualcuno che possa dare un senso, una direzione diversa alla loro vita?
I giovani sono molto cambiati da quando ero più giovane io.
Ci sono molte offerte che li allontanano dal Signore ma anche da una seria presa di coscienza della vita. Molti giovani di oggi sono degli eterni indecisi, che vivono alla giornata e forse non riescono a pensare che al loro futuro bisogna pensarci nel presente di ogni giorno.
Quello che vorrei dire loro con tutto il cuore è di non lasciarsi succhiare da tutto ciò che la società, i media ecc … offrono con un ritmo martellante, ma che pensino a che cosa Dio li chiama per realizzare al meglio la loro vita.

Per chi volesse ulteriori informazioni a proposito della vita in Monastero e del particolare carisma Domenicano, indichiamo di seguito i vari contatti:
Facebook: Monastero Domenicano S. Maria della Neve e S. Domenico
Instagram: domenicane
shop.monasterodomenicane.org

 
Esci Home