All’inizio del Vangelo di Giovanni troviamo la chiamata dei primi apostoli (Gv 1, 35-39): il Battista riconosce in Gesù l’Agnello di Dio e i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, decidono di lasciare l’antico maestro per seguire il Cristo. Questi, vedendosi seguito, chiede loro: “Che cosa cercate?”.
“Maestro, dove abiti?”, gli domandano. “Venite e vedrete”, è la risposta del Maestro.
La domanda “dove abiti?” (dove dimori, nella traduzione più recente dei Vangeli) è molto di più della richiesta di un indirizzo, dell’indicazione di un’abitazione. Contiene un’esigenza più ampia, un desiderio più profondo che potremmo così esplicitare: chi sei, come pensi, chi ti manda, cosa c’è in te?
Desideriamo fare di questa domanda il filo conduttore della Quaresima 2026. Viviamo questi quaranta giorni che ci conducono alla Pasqua come un tempo per riscoprire la nostra Fede e il desiderio di ciò che è alto e bello, capace di dare senso alla vita oltre gli assilli quotidiani, le mancanze, le delusioni, le fatiche e le incomprensioni.
“Venite e vedrete”, dice il Cristo ai due. “Venite e vedrete”, dice a ognuno di noi. Non resta che accettare il Suo invito…