Domenica 10 gennaio 2020

Salutato il Natale e superata senza intoppi l’Epifania “che tutte le feste si porta via”, eccoci al Battesimo del Signore. La vita riprende il suo corso… o quasi! Il “mostriciattolo invisibile” continua la sua corsa subdola e pestilenziale! Come si fa ad andare avanti con tutte queste incertezze? Riprendere si deve, ma poi che sarà? Quale santo dobbiamo invocare? Anche le stelle non hanno più nulla da dirci?

Per fortuna ci viene in aiuto la Parola che Dio rivolge a Gesù: “Tu sei mio figlio”. Parola che il battesimo ha fatto diventare nostra: “Noi siamo figli, nei quali lo Spirto grida Abbà Padre”. Se siamo figli allora tutto è possibile. Dio si prenderà certamente cura di noi, ci accompagnerà come fa qualsiasi genitore, quando porta a scuola suo figlio, tenendolo per mano e facendogli così superare le sue paure. Ma forse ciò che ci blocca è proprio una resistenza: quella di pronunciare il nome del Padre con la fiducia dei piccoli. Non è che ci sentiamo sufficientemente “adulti e vaccinati”, - beh forse più adulti che… vaccinati! - per dover dipendere ancora da Lui. Il Padre di Gesù forse non ci appare più quale garante della nostra libertà, forse addirittura come un antagonista, una figura lontana e un po’ assente dal nostro vissuto concreto!

Ci moviamo nella direzione di marcia del figlio più giovane della famosa parabola, il quale, si fa sborsare la sua eredità e non vuole più riconoscere nessuno come padre, ma accetta soltanto il futuro che egli stesso si costruisce. Purtroppo, sappiamo in che pasticcio si è infilato! Forse questa è la nostra fatica di oggi ad essere cristiani. È un impegno che contrasta con molte cose che a noi sembrano ovvie, naturali, ed esige una conversione.
 
Tuttavia, se abbiamo il coraggio della fiducia, forse non è affatto così difficile capire. Chi deve farsi soltanto da sé, non può scoprire in fondo che la sua impotenza. Questi non può diventare che un automa in un tutto che lo schiaccia con la sua superiorità e in una società prepotentemente pianificatrice.

Chi ha la possibilità di chiamare “Padre” il Signore di tutte le cose, questi ha realmente un motivo per avere fiducia. Suo è il futuro. Perché non dovrebbe essere possibile, anche nel nostro tempo, sperimentare vitalmente la potenza contagiosa di questa fiducia? Avanti con fiducia e buon anno a tutti.

di Don Walter - Parrocchia Santi Martiri Legnano.

 
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