Qualche pensiero in coda al terzo appunto del cammino per riscoprire il nostro essere Chiesa

Hanno un nome che potrebbe essere di un ristorante e invece accomuna una trentina di famiglie della nostra Diocesi che hanno deciso di vivere un’esperienza nuova e diversa di “essere Chiesa oggi”. 

Per noi è stata una ventata d’aria fresca che ci ha dato tanti stimoli per riflettere su come una famiglia può vivere la quotidianità cercando di essere parte attiva nella propria comunità. Questa per noi è stata la testimonianza che sabato 24 aprile Corinne e Mattia una delle “Famiglie Missionarie Km 0” hanno condiviso con la nostra Comunità.

Provenienti delle più diverse realtà (Pime, AC, CL, OMG, …) abitano in una casa parrocchiale, in un oratorio o in una struttura della parrocchia, per un’esperienza di fraternità, di accoglienza, di corresponsabilità pastorale per annunciare la gioia del Vangelo nel modo più semplice e vero: da persona a persona. 

Con molta semplicità e tantissimo entusiasmo ci hanno raccontato che essere missionari oggi è possibile anche per una famiglia nei nostri paesi. Essere missionari non vuol dire solo partire per le aree più povere ma anche imparare ad ascoltare, aiutare, giocare … più semplicemente “stare” in parrocchia, in oratorio con le persone che ti stanno vicine, con le famiglie che ogni giorno incontri portando a scuola o alle attività sportive i figli . 

Ci ha colpito la corresponsabilità che li lega ai Sacerdoti della loro comunità pastorale. Una corresponsabilità non volta ad acquisire una posizione di comando ma alla creazione di un confronto tra i diversi punti di vista, quello di un sacerdote e quello di una famiglia, per arrivare a prendere le decisioni migliori e sostenersi reciprocamente nei momenti di difficoltà. 

Ci ha fatto pensare e sognare ad una Diaconia aperta e variegata senza prevaricare ruoli e incarichi ma condividendo la corresponsabilità di un cammino di essere Chiesa oggi.  

Una famiglia semplice come tante altre che proprio per questo è riuscita a lasciare un messaggio fresco, positivo per pensare all’importanza della dimensione di servizio che ogni famiglia è chiamata a fare per la sua comunità invece di chiudersi in sé stessa. Un grazie di cuore a Corinna e Mattia per l’entusiasmo con il quale ci hanno raccontato il loro essere missionari semplicemente in virtù del Battesimo. 

Antonella e Roberto

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