È questo il motto scelto dai futuri preti ambrosiani, che sono stati ordinati presbiteri sabato 12 giugno 2021

È questo il motto scelto dai futuri preti ambrosiani, che sono stati ordinati presbiteri sabato 12 giugno 2021. Il loro motto è anzitutto un invito a CAMMINARE: potremmo leggerlo come un invito a non essere troppo sedentari, a non vivere la vita come una ricerca di sistemazione personale, ma di sentirsi sempre in cammino, pronti a lasciare, a incontrare nuova gente, a lasciarsi sorprendere quotidianamente dall’azione di Dio nella storia. Camminare nell’AMORE: aprendo sempre il cuore alle persone che si incontrano. Si può incontrare il rischio di rimpiangere il passato, di vivere nel rancore per il bene che non è contraccambiato, ci si può scoraggiare pensando “ma chi me lo fa fare di scegliere il bene quando tutti scelgono di farsi gli affari loro?!”. L’entusiasmo dei preti novelli ci aiuta a dire anche noi: “camminiamo nell’amore”!

DON BENARD DALLO ZAMBIA

Tra di loro c’è anche Benard Mumbi, arrivato a Milano dallo Zambia nel 2012, integrandosi nel quartiere e nella parrocchia della Barona ha scelto di diventare prete. Ora sarà al servizio delle parrocchie della nostra diocesi ambrosiana. Come cambia il mondo! A volte pensiamo a chi è immigrato come a un peso, e invece, bisogna riconoscere che se integrati nella società diventano una risorsa preziosa per tutti, anche per le nostre comunità cristiane. 

DON MARIO PRETE DEI CAMMINANTI

Il 9 giugno è morto don Mario Riboldi. Prete ordinato nel 1953. Ha dedicato il suo ministero sacerdotale a dedicarsi alle persone di etnia ROM e SINTI, in una parola coloro che sono “camminanti”. E di cammino don Mario ne ha fatto tanto. Insieme a loro con la sua roulotte - in cui ho avuto il piacere di incontrarlo - ha girato non solo la nostra diocesi ma anche l’Italia e l’Europa. Spesso spostandosi per andare a celebrare un battesimo o un matrimonio “dall’altra parte dell’Europa”. Ha tradotto i vangeli in lingua ROM. Ha voluto sostenere e far conoscere le tante vocazioni sacerdotali e religiose nate nei ROM e nei SINTI, anche la figura di alcuni beati: tra cui ricordiamo il beato Zeffirino, martire ucciso nella guerra civile spagnola. Consapevole della necessaria umiltà nel fare il prete mi confidò che “in sessant’anni di sacerdozio, forse può arrivare a dire di aver convertito una persona…”. Umile e totalmente dedito ad annunciare il vangelo ai camminanti, a cui ha dedicato tutta la sua vita. Ricordo anche che a proposito dei rom mi disse: “fanno fatica a convertirsi e a vivere il vangelo, come anche ogni altra persona fa fatica a vincere i propri limiti e i propri peccati. Eppure bisogna continuare ad annunciare loro il vangelo senza scoraggiarsi. Lo stile di vita dei camminanti ha un suo valore e può insegnare qualcosa ancora oggi a noi. Non dobbiamo solo pensare ai rom come a coloro che devono diventare stanziali in un posto, ma aiutarli a vivere - nella legalità - il loro particolare stile di vita itinerante. Hanno molto da insegnarci.” Sentiamoci allora tutti in cammino, anche noi pellegrini - e potremmo dire “camminanti” nella vita - sostenendo i nuovi preti novelli con la loro preghiera riportata qui a fianco.

Don Alberto


 
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