Testimonianza online dello scorso lunedì 13 dicembre

Lunedì 13 dicembre abbiamo parlato con padre Ibrahim. Ci ha raccontato della situazione ad Aleppo. Una situazione tragica, ma grazie alla fede nel Signore riescono a fare cose grandi per soccorrere le persone. Ci ringrazia per gli aiuti che abbiamo mandato e che manderemo. 

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Padre Ibrahim

Sì carissimo prima di tutto anch'io nel bel nome della parrocchia Nostra San Francesco nel nome di tutta la gente che sta qua ad Aleppo e specialmente le comunità cristiane tra i vari riti vi ringraziamo e ringraziamo anche tutte le parrocchie e tutta la parrocchia la comunità parrocchiale della quale sei il parroco per tutto quello che avete fatto nel passato e anche per quello che fate e anche a Dio piacendo anche farete e prima di tutto nella preghiera e poi in qualsiasi altro modo anche. Grazie a qualsiasi persona che prega per noi è quello che ci dà forza.

Ci sentiamo appoggiati fortemente da fratelli e sorelle nella fede e questo ci sostiene in questa missione impossibile.

Come hai detto, purtroppo è entrata nell'oblio della storia nonostante che ci sono tantissime difficoltà. Anzi possiamo dire che oggi c'è più difficoltà che nel periodo in cui cadevano i missili sulle nostre teste. Noi adesso se vogliamo chiamare con un nome molto chiaro questo periodo in cui noi viviamo o possiamo anche dire il periodo della fame. Dopo dieci anni della guerra i risultati di questa guerra si vedono e c'è anche l'embargo che renderà la situazione molto difficile. E per di più ci sono delle difficoltà molto gravi.

Parlavo della corruzione e anche del fondamentalismo religioso che hanno fatto. Oggi proprio assistiamo a tutte queste cose oggi non abbiamo poi le risorse non abbiamo l'olio quasi per niente nonostante abbiamo il petrolio molto diffuso nel nostro paese con tanti pozzi e lo stesso anche per il gas ed è un grande guaio perché è il gasolio per i generatori elettrici e serve anche per le macchine con il carburante però il gas serve per illuminare nelle case e questo vorrà dire che manca la luce perché non c'è gasolio e ci manca anche il trasporto e ci manca anche di più la possibilità di cucinare nelle case e anche nei conventi e questo già rende la situazione molto molto complicata.

Immagina che noi siamo tornati come da voi tempo, al periodo di Mussolini noi prendiamo le cose con i buoni quindi per ogni famiglia c'è una bombola di gas ogni 40 50 60 giorni e solo con un messaggio sul cellulare si potrà andare a ricevere questa bombola e tante famiglie oggi purtroppo non ricevono questo messaggio e rimangono una settimana o due settimane senza gas. Nel mercato nero una bombola di gas costerebbe il doppio dello stipendio di un impiegato e quindi quasi quasi impossibile comprare al mercato nero una bombola di gas e tanta gente non sa come fare per cucinare; mangia un giorno ceci, in un altro giorno fave ma poi alla fine dicono padre, ma come facciamo come possiamo. (qui salata l'audio)


E allora dicevo dell'elettricità cosa vuol dire avere elettricità soltanto per tre ore al giorno. È una tortura la gente non può stirare niente non può far funzionare la lavatrice. Neanche tutti i modi per riscaldarsi tutti i modi non esistono. È una grande umiliazione per tutta la gente. E oltre a questa mancanza di elettricità di gas di gasolio di carburante c'è anche la cara vita perché purtroppo dal di fuori c'è l'embargo ma anche dentro come ho detto c'è anche la corruzione. Allora alcuni se ne approfittano del disordine e della debolezza del governo in questo momento per rubare di più e per accumulare i soldi di più e specialmente parlo dei commercianti del materiale del materiale di alimentari.

Che è diventato così costoso, fino a che la gente non ce la fa più a mangiare. Allora veramente quando dico è il periodo della fame è veramente un periodo di grande fame. Noi l'altro ieri abbiamo incontrato una famiglia cristiana che da tre giorni non ha mangiato niente. E allora veramente si vede proprio la sofferenza e si sente il peso del vivere qua e tanta tantissima gente è disperata mentre si avvicina il Natale. Io è da tre mesi che ho cominciato a fare sicuramente per rispondere a questi bisogni molto molto importanti specialmente quello della fame.

Ho cominciato a fare un progetto di un piatto caldo da distribuire a mille persone al giorno. Era un progetto miracoloso del Signore che io non lo volevo perché è molto complicato e richiede tanto impegno e anche da parte mia in modo personale e richiede di essere seguito ogni giorno. Però al vedere la situazione della gente sembra che il Signore abbia voluto proprio con insistenza questo progetto che poi alla fine l'abbiamo chiamato cinque pani e due pesci. Perché è nato come proprio come un miracolo che è spuntato dal nulla ma poi ha visto la luce e fino ad oggi sta andando molto bene.

Vediamo ogni giorno, abbiamo questo contatto ogni giorno con quasi 850 fino a 900 persone e che ci raccontano proprio della difficoltà della loro vita e allo stesso tempo riusciamo a offrire a loro il piatto caldo. In totale i beneficiari di questo progetto dei cinque pani e due pesci sono 1600 fino ad oggi 1600 persone che almeno per tre giorni hanno il piatto caldo abbondante e nutriente fatto dai migliori dal migliore materiale che esiste nel mercato. Io non sapevo perché il Signore aveva spinto tanto per questo progetto ma poi lentamente scopro sempre di più quanta importanza ha e la gente continua le famiglie continuano a venire a registrarsi con proprio insistenza e pregando noi di non privarli di questa grazia del cibo quotidiano che manca nelle loro case. Sicuramente offrire il piatto per anche a mille persone, perché alla fine arriveremo a questo obiettivo di mille persone, anche offrire a mille persone mentre noi cristiani da soli nella città siamo più di 20.000, tra 20.000 e 23.000, non è un granché. Però allo stesso tempo almeno una risposta la consideriamo timida per il bisogno primario della nostra gente.

E lo stesso anche considerando che 90%, 92% delle nostre famiglie sono spesso sotto le soglie della povertà. Allo stesso tempo poi abbiamo fatto fiorire altri progetti sempre come risposta a questi bisogni. Uno dei progetti è chiamato i santi o il progetto dei Santi Simeone ed Anna. In questi ultimi sette anni in cui mi sono trovato ad Aleppo ho concentrato l'azione pastorale verso prima di tutto verso i bambini, verso le famiglie nascenti, verso i giovani. E però alla fine con questo problema di Covid ho visto che tantissimi anziani si sono lasciati alla disperazione.

Mai qua in Siria si è sentito la frase lasciatemi morire voglio morire non voglio più vivere, specialmente da persone anziane abbandonate che sono tante anche e che poi si sono ammalate di Covid. Allora per questo che abbiamo detto bisogna fare un accompagnamento umano e spirituale agli anziani. E così con questo progetto che abbiamo creato insieme a quello dei cinque pani e due pesci noi abbiamo aperto le porte per gli anziani che riescono a uscire fuori delle loro case ma che tante volte rimangono chiusi per la tristezza o per la disperazione o anche per la fame.

E così adesso accogliamo 120 anziani di tutti i riti. Due volte la settimana ogni volta tre ore e con queste tre ore loro fanno sport, loro cantano ballano ma anche prendono temi importanti dal punto di vista umano di come amarsi, di come accettare i loro limiti, di come perdonare e allo stesso tempo anche tantissimi altri temi spirituali che riguardano il loro cammino cristiano in questa fase di età. Sono contenti, ringraziano tantissimo e dicono prima di tutto grazie perché ci accogliete e ci fate sentire membri di una grande famiglia che è la Chiesa. Per grazia divina abbiamo trovato la squadra, squadra addestrata per fare questo servizio a questi anziani, addestrata perché ha fatto dei corsi non perché sono persone specializzate ma che abbiano fatto dei corsi prolungati di come curare proprio gli anziani e hanno fatto delle esperienze anche per lunghi anni in questo campo. E si sono così emersi da un momento all'altro davanti a me e lì anche ho sentito la grande provvidenza divina e la volontà proprio del Signore di aprire questo progetto. Abbiamo anche pensato al trasporto che è come ho detto molto difficile e molto caro per questi anziani e loro sempre sono contenti, tante volte anche approfittano anche del piatto caldo. E così anche diamo a loro delle bevande calde adesso e anche delle cose nutrienti. Lo stesso anche un terzo progetto interessante che abbiamo creato ultimamente è quello chiamato come sulla scia del progetto di Santi Simeone ed Anna e diretto per tutti i limitati, tutte le persone con casi particolari di handicap, di limiti intellettuali e anche corporali, di problemi psicologici che sono numerosissimi oggi ad Aleppo a causa di quello che è successo della guerra. E lì anche abbiamo scoperto una marea di gente che rimaneva chiusa a casa, di piccoli bambini autistici e anche dei grandi con diversi casi di problemi mentali o altri. E adesso fino ad oggi abbiamo 90 persone ma da una settimana all'altra ci sono persone che arrivano e si iscrivono a questo progetto.

Anche questo progetto è stato chiamato i fratelli di Gesù. Non abbiamo voluto dire i fratelli più piccoli, li abbiamo lasciati dire soltanto così i fratelli di Gesù che crediamo profondamente che sono così e che hanno bisogno per questo di essere assistiti, di essere accompagnati e anche lì c'è un bel cammino, diverso sicuramente da quel progetto dei Santi Simeone e Anna, però è molto specifico per loro. E man mano che stiamo andando avanti scopriamo tanto bisogno nella città per questo tipo di progetto e sembra che avrà un futuro molto fiorente perché potrà poi trasformarsi in una vera scuola o un centro molto specializzato che potrà accogliere tutti i tipi di handicap e assistere nel modo migliore che potrà essere.

Anche lì bisogna essere chiari e dire che anche qua mi sono sentito non fortunato ma graziato perché come sono usciti i collaboratori di questo, come ho scoperto tantissimi collaboratori che hanno già tantissime esperienze in questo campo e come si sono così presentati e che adesso lavorano da volontari ma sicuramente anche con qualche paga di aiuto e di sostegno in questo momento difficile. E veramente tutto è provvidenza divina e anche lì possiamo dire che nel deserto e nelle fatiche e nelle difficoltà di questa città quasi moribonda, ecco allora alcuni semi molto belli di vita e della presenza del Signore che diventano sempre di più più forti. Poi vi racconto anche altre cose molto belle che abbiamo fatto che stiamo facendo oggi e che sono veramente dei veri miracoli. Pensavamo sempre, prima nel passato, di fare e abbiamo fatto sempre due distribuzioni di vestiti ai bambini del catechismo perché i genitori non ce la fanno più. Se non ce la fanno a dare da mangiare ai bambini figurati allora se riescono anche a comprare i vestiti e così noi da tre anni abbiamo avuto la tradizione, anche lì con la Provvidenza, per distribuire i vestiti ai bambini. Quest'anno noi abbiamo avuto anche un'esplosione di registrati di quelli che frequentano i centri di catechismo della parrocchia che siamo arrivati a 1200 bambini.
Un numero che quasi quasi equivale ai bambini al numero di bambini in tutta la città che frequentano gli altri centri tra cui anche quello dei salesiani e anche degli altri centri parrocchiali. Ma era un numero molto elevato e noi pregavamo perché il Signore ci avrebbe veramente sostenuto e così è stato. Abbiamo cominciato a preparare per le giacche, per le scarpe, anche delle magliette a collo lungo. Così mentre stavamo preparando ecco che arrivano altri sacerdoti e anche perfino anche i fratelli salesiani che stanno nella città e quelli del Verbo incarnato a dirci guarda che quest'anno non abbiamo aiuti, nessuno parla della Siria e noi non sappiamo come fare per aiutare i nostri figli.

Magari se potete fare qualcosa almeno qualche giacca per l'inverno sarà proprio una grande cosa. E io ripetevo che si doveva dire prima potevamo preparare magari tre mesi quattro mesi prima per fare queste cose del genere anche per spargere la voce, ma poi ho cominciato a pregare e a chiedere veramente l'intervento del Signore perché mi sembrava una cosa molto molto urgente e anche prioritaria per le famiglie per far vestire questi bambini. Una giacca oggi una giacca semplice costa uno stipendio di un impiegato e quindi allora neanche nel sogno potranno pensare di comprare questa cosa a un bambino nella famiglia. E però ringraziamo il Signore non sappiamo come, io ho fatto forse ho fatto il passo più lungo della gamba del piede, non so ma poi alla fine mi sono buttato e con tutta la sicurezza del cuore della fede e della speranza che poi il Signore avrebbe lui stesso intervenuto. Oggi proprio prima di questo incontro nostro ero lì nella distribuzione ad assistere e a salutare le mamme, i padri e anche i bambini che venivano con tanta gioia a misurare, a scegliere il colore, a scegliere anche il modello.

Tutta roba buonissima fatta localmente qua ad Aleppo e così abbiamo anche aiutato tantissime altre famiglie e tantissime officine a sopravvivere in questo momento difficile in cui non c'è lavoro. Continueremo, abbiamo fatto la distribuzione la settimana scorsa e continueremo domani e dopodomani prima di concludere questa mega distribuzione dell'inverno e così avremo offerto qualche vestito per 2100 bambini ad Aleppo. Che io adesso dico questo ma rido perché non so veramente come è successo e come il Signore così grande per fare così grandi miracoli nonostante tutta la nostra debolezza e tutti i nostri limiti. Tutto fa ridere non della mancanza di fede, non è un sorriso come ha fatto Sarah mentre era nella tenda ad ascoltare l'angelo che prometteva ad Abramo che avrebbe avuto un figlio l'anno dopo, ma proprio un grande sorriso di una che accompagna una confessione della nostra nullità, dei nostri limiti e del Signore che sta facendo cose grande tramite noi qua nella città. Sicuramente facciamo tutto questo ma poi diciamo ma non facciamo niente ancora. Perché c'è tanto bisogno qua e c'è tanta sofferenza tanta disperazione da gente ormai si pente, tutti quelli che sono rimasti che poi alla fine sono i più poveri che sono rimasti da noi, e si pente per non essere stata immigrata, per non essere uscita fuori del paese in un modo o in un altro.

E oltre a questo continuiamo sicuramente con tantissimi tipi altri tipi di aiuto specialmente l'assistenza sanitaria che lì anche sono cose che fanno venire i brividi sentire quello che succede nel campo sanitario in Siria e specialmente nella città di Aleppo. Che tantissimi ancora ospedali non hanno l'occorrente per assistere gli ammalati. Ieri in una clinica anche privata, ma forse mal preparata, mal fatta, c'era l'esplosione di una bombola di ossigeno che serviva proprio per alcuni casi di ammalati di Covid ed è lì deceduto un anziano che era già nella cura intensiva. Tutto fatto male o mancava qualcosa.

E lo stesso per gli ospedali. Quattro giorni fa ho accolto il direttore della sanità a livello della città di Aleppo e mi raccontava come le risulta molto molto difficile trovare le medicine per il cancro. E trovare anche il cibo quotidiano da dare agli ammalati. Infatti hanno fatto una richiesta indiretta a noi, hanno visto che abbiamo il piatto caldo. Un direttore Cristiano molto coraggioso dell'ospedale più grande di Aleppo statale è venuto con coraggio a chiederci l'assistenza l'aiuto almeno per tre volte la settimana con soltanto il piatto caldo per gli ammalati di Covid e anche per i medici che assistono loro.

Ha chiesto quasi 150 piatti caldi dalla cucina da questo progetto di cinque pani e due pesci e io subito senza neanche pensare ho detto di sì. Così è venuto il direttore di sanità stesso per ringraziarci e pare per spiegare quanto c'è bisogno oggi anche negli ospedali che manca il necessario se manca il cibo allora cosa c'è di. E così allora che anche a livello della città stiamo rispondendo per quanto riusciamo stiamo rispondendo proprio ad alcune necessità a livello delle medicine per aiutare la gente ammalata ma anche per pagare gli interventi chirurgici costosi che sempre sono in aumento, come prezzi sono in aumento.

Un raddoppio da un'ora all'altra. E lo stesso per la cura intensiva per gli apparecchi respiratori. Per adesso gli ammalati di Covid è tutto da pagare. Tante volte anche per la dialisi e per tantissime altre cose. E così anche lì c'è in questo campo, tanto faticoso e tanto delicato e importante, c'è sempre tanto da fare e come parrocchia cerchiamo sempre di partecipare, non soltanto di pagare, di fare un tipo di assicurazione sanitaria a tutti i nostri parrocchiani partecipando con 60% 80% delle spese sanitarie anche qualche volta anche al 100 per cento.

Anche partecipiamo alla paga di tutti gli interventi chirurgici delle altre comunità con una partecipazione molto significativa che in questo periodo prima di Natale abbiamo molto molto aumentato per almeno dare un sollievo, consolazione a questa povera gente che c'è. Ma ci sono tantissimi poi carissimi altri progetti importanti a livello umanitario. E ancora continuiamo a riparare le case. Durante 7 anni di guerra fino ad oggi magari o tornavano le famiglie dagli attacchi da altre città, da altri villaggi e tornavano a trovare le loro case semi distrutte.

E anche oggi continuiamo dopo aver riparato negli ultimi cinque anni, abbiamo riparato più di 1.600 case, continuiamo ancora queste riparazioni e abbiamo oggi proprio che c'era l'ingegnere e c'era l'incontro per valutare altri casi e per sapere meglio del punto della situazione prima di concludere alcune case prima della fine dell'anno. E lo stesso anche per tantissimi altri progetti: tipo per esempio la vita scolastica e universitaria dei nostri giovani dei nostri bambini ma anche dei nostri giovani. Immaginate che la retta scolastica per un bambino nella scuola è quasi quasi nove volte lo stipendio del padre.

9 volte o anche 10 volte. Come fare allora a pagare la retta scolastica. E come pensare anche all'occorrente per questi ragazzi che frequentano la scuola. E lì la Chiesa che dovrebbe pensare e allora anche ogni mese noi diamo una somma detta un aiuto scolastico ai genitori in modo da comprare o da pagare una parte di questa retta scolastica. E anche per lo stesso per gli universitari. Immaginate che questi poveri giovani nonostante che lavorano due lavori qualche volta non riescono a coprire il trasporto di andata ritorno alle università o anche le fotocopie dei corsi o qualche materiale che hanno bisogno di comprare e quindi anche lì c'è tanto bisogno e sentendo anche lì non basta aiutare l'occorrente universitario.
Ma forse bisogna anche aiutare dal punto di vista scientifico a rafforzare il curriculum vitae di questi giovani, considerando un abbassamento dell'educazione, del livello educativo che viene offerto nelle scuole e nelle università. Noi abbiamo fatto, un anno fa quasi, abbiamo fatto un progetto molto riuscito insieme con i nostri fratelli salesiani che lavorano nella città, abbiamo fatto corsi abbiamo pagato dei corsi extra curriculum in diversi centri della città per 170 giovani universitari. Iniziando con il Cdl e poi l'inglese e anche alcuni corsi specializzati per il loro settore di studio così in modo che potranno almeno essere presentabili per qualche lavoro anche una volta che avranno finito l'università.

E anche lì siamo molto contenti di aver fatto la prima fase di questo progetto ma adesso quasi quasi stiamo per iniziare una seconda fase anche qua a favore di 170 giovani universitari. I Salesiani avevano questo sogno e noi avevamo anche questo sogno per i nostri giovani. Ringraziamo il Signore che poi alla fine loro hanno chiesto il nostro aiuto e noi, come il Signore, ancora non so come veramente come il Signore ci usa per tutto il bene di questi giovani, siamo riusciti a coprire le spese di questi corsi per i giovani che frequentano i nostri centri anche i centri salesiani.

Ancora è un miracolo. E ancora vogliamo continuare con tutta la forza sicuramente secondo quello che riusciamo a fare. Sono cose molto più grandi di me come potete immaginare don Alberto e tutti amici veramente sono cose molto molto più grandi di quello che quello che abbiamo fra le nostre mani e di quello che uno potrà immaginare di avere. E però ecco tutto realizzabile quando come dice l'angelo Gabriele, dice a Maria, nell'annuncio dice niente è impossibile per Dio. Quando il Signore vuole una cosa ecco allora che viene fatta. La mia esperienza di sette anni di servizio in questo periodo di guerra veramente sempre conferma questo quello che ha detto la frase che ha detto l'Angelo a Maria; niente è impossibile a Dio. Solo che c'è sempre bisogno, c'è sempre la sfida, c'è sempre l'apertura al mistero, c'è sempre il pensare del futuro. Noi stiamo concludendo con un anno ma iniziamo con un altro anno e nessuno parla di Aleppo, nessuno parla anche di questa minoranza cristiana che è rimasta proprio nella città come anche in tutta la Siria. Siamo diminuiti in modo considerevole, ma abbiamo fra le mani tantissimi bambini, tantissimi anziani e anche diverse coppie giovani di giovani già coraggiosi che si sono buttati meno male che sono normali loro direi, che hanno scelto il cammino del matrimonio nonostante tutte le sfide. E abbiamo loro fra le nostre mani e il nostro servizio pastorale come ha voluto il Signore non è una assistenza soltanto nel servizio liturgico nell’annunciare la Parola e nel santificare e nel guidare. Il Signore ha voluto proprio che il nostro servizio pastorale sia improntato del servizio del buon samaritano. E così allora ci diamo fortemente con tutta la nostra esistenza con tutte le nostre forze ci diamo a questo servizio della lavanda dei piedi servendo la gente spiritualmente. Anche in questo campo umanitario di aiuti in questo momento molto difficile e delicato della storia. La domanda che potrà emergere poi ma cosa sarà nel futuro: cosa sarà nell'anno prossimo del 2022? Abbiamo sempre da quando oggi mi diceva un sacerdote amico mi diceva ma ogni anno dicevamo che sarebbe finita tutta questa crisi, che noi saremmo tornati alla normalità della vita ad Aleppo in Siria. Ma vediamo sempre che le cose si peggiorano e già sono passati 10 dieci anni e forse le cose forse peggioreranno anche di più visto che siamo appesi fra il cielo e terra e visto che non c'è una soluzione a tavola fra tantissime potenze internazionali che esistono proprio con i loro missili e con i loro eserciti sul territorio siriano. Serve anche qua un miracolo e noi vediamo un po' le nuvole nere che anche ci profetizzano anche di nuove guerre qua nella zona e di nuovi guai che forse sarà anche questo periodo di fame sarà anche peggiore per il futuro.
Ma neanche pensiamo. Io non dico questo alla mia gente dico sempre le parole di consolazione ma proprio quello che si vede in questa atmosfera nell'orizzonte ci sono proprio i rumori di nuove guerre e di nuove crisi in tutta la zona dell'Oriente. Però nel cuore è sempre sereno perché in questi sette anni il Signore mi ha fatto soltanto sperimentare sì, guai ci sono dei guai. Ma mi ha fatto sempre sperimentare la sua dolce presenza, la sua provvidenza divina la sua assistenza e questi progetti specialmente gli ultimi che consolano tantissimo il mio cuore sono proprio la prova quasi che è la sua presenza non non è una presenza che si percepisce soltanto con la fede ma direi una presenza anche tangibile come la pesca miracolosa e anche con il miracolo dei cinque pani e due pesci nel deserto.

E quindi c'è tanta serenità nel cuore. Cerchiamo di alzare la voce e di chiamare i nostri amici. Cerchiamo un po' di comunicare per quanto riusciamo nonostante che adesso il Covid non ci ha lasciato neanche viaggiare da quasi più di un anno. Ecco però tanta speranza tanta fede e tanta carità nel servire per lavare i piedi della gente. E sicuramente il Signore non ci ha abbandonato per 2000 anni di storia mica adesso ci abbandonerà sicuramente ci assisterà attraverso sicuramente le sue mani tenere, tantissimi cuori aperti alle sue ispirazioni.

Ecco per questo che abbiamo tanta pace e tanta fiducia e guardiamo a Lui con tanta tanta speranza. E ripeto ringrazio veramente don Alberto, ti ringrazio te, ringrazio tutta la comunità. Ringrazio tutti gli amici che sono veramente numerosi e che magari affaticati adesso anche in Italia per tante difficoltà a causa della crisi economica causata da Covi però allo stesso tempo che pregano e che allo stesso tempo pregano per noi e anche sempre non mancano all'appello per aiutarci in tutti i nostri bisogni, in questi momenti molto difficili.

Don Alberto

Caro padre Ibrahim abbiamo ascoltato davvero con grande apprensione un po quello che ci ha raccontato. Ecco per noi è importante sentire davvero la situazione in cui vivete. Perché. Perché se ne parla poco oramai della Siria di Aleppo e ci sentiamo ancora più responsabili. Ecco per aiutare i fratelli e vorrei davvero che tu e la tua comunità possano sentire la nostra vicinanza innanzitutto nella preghiera perché il Signore possa continuare a fare cose grandi e voi ma anche noi e nel poter aiutare il poter essere vicini nel poter pregare ecco che il Signore lui capisce che lui possa fare grandi cose dentro di noi.

E poi anche tutto l'aiuto che potremo dare. Saremo ben contenti per far sentire la nostra vicinanza che ci sia ci siamo anche noi a dare un aiuto. Ecco perché c'è già dedicato davvero tanto tempo io ti ringrazio. Vorrei concludere insieme a te insieme a chi ci sta seguendo con una preghiera al Padre Nostro. Vorrei poi che tu ci possa dare a tutti noi la benedizione. Ecco questo.

Padre Ibrahim

Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo, amen. Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo nome Venga il tuo regno sia fatta la tua volontà come in Cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci permette di abbandonarci alla tentazione ma liberaci dal male. Santa Maria della Pace, prega per noi. San Francesco, Santa Chiara, sant'Antonio di Padova, Pregate per noi. San Giuseppe, prega per noi e anche Santa Alberto Magno, prega per noi. Il Signore sia con voi. Vi benedica Dio onnipotente Padre Figlio e Spirito Santo.

 
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