Messaggio di Pasqua di M. Maria Agnese e sr Maria Deodata del Monastero

Carissimi parrocchiani e amici tutti della Comunità Pastorale San Paolo della Serenza, di cuore accogliamo l’invito rivoltoci da don Alberto di inviarvi un augurio da pubblicare sul bollettino in occasione della santa Pasqua.

Vorremmo tanto poter raggiungere ciascuno di voi personalmente, incontrare in modo particolare coloro che in questo drammatico tratto della nostra storia si trovano, come l’anonimo viandante sulla strada che da Gerusalemme scende a Gerico (cf. Lc 10, 25-37), tramortiti e abbandonati sul ciglio della vita, vittime non dell’assalto dei briganti ma di un nemico invisibile che anche nei nostri paesi continua a mietere vite umane e a seminare morte, grandi disagi e tanta paura. 
Sì, vorremmo incontrarvi - e lo facciamo soprattutto con la preghiera - per recare anche a voi, come già le mirofore al mattino di quel primo giorno della settimana, il lieto annunzio della risurrezione di Cristo (cf. Lc 24, 1-10).

Forse ancora pesante è la pietra che grava sul nostro cuore con tutto il suo peso di dolore, di solitudine e di disperazione; forse ancora troppo fonda ci sembra la notte che con il suo tenebroso velo oscura gli occhi dell'anima; forse ... forse ... forse ...

Ebbene, proprio là dove questi tanti "forse" hanno lo spessore di un'angosciante realtà, proprio là dove più greve è la pena e più buia la notte, dove le porte degli inferi sembrano prevalere, sì proprio là - ed è la nostra fede che ce lo assicura - un seme di speranza va germinando e un raggio di luce va tessendo una veste di gioia per una festa di Vita. Tutti vi siamo inviatati, nessuno escluso. Per ciascuno di noi è l'invito: «Venite alla festa, tutto è pronto…». È la festa della Vita che in Cristo risorto ha vinto la morte, la festa dell'Amore più forte dell'odio, la festa della Verità che ha sconfitto la menzogna.

Non ci accada, come agli invitati della triste parabola (cf. Lc 14, 17 e ss), di declinare l'invito perché “pre-occupati” di ciò che mai potrà veramente “salvarci”, ma solo appagarci finché dura la scena di questo mondo. Cerchiamo piuttosto il Regno di Dio e tutto il resto ci sarà dato in aggiunta!

Ricordiamo, tuttavia, che per essere ammessi al banchetto di questa festa, non possiamo presentarci con i sudici stracci del nostro egoismo e delle nostre orgogliose presunzioni, ma solo se rivestiti con gli abiti della carità. Come procurarceli? Il Signore stesso si è premurato di confezionarli per noi con l'abilità e la sapienza dello Spirito Santo. Sono gli abiti dell'amore, della gioia, della pace, della magnanimità, della benevolenza, della bontà, della fedeltà, della mitezza, e del dominio di sé (cf. Gal 5, 22); sono la divisa di coloro che, avendo ricevuto il dono della Vita nuova, lo manifestano in tutta la loro esistenza e lo condividono anche con gli altri. 

In quest’ora drammatica della storia, possa la nostra testimonianza di cristiani contagiare di speranza il mondo intero… Non contiamo, per questo, sulle nostre sole forze tanto fragili e poche, ma sulla fedeltà di Colui che ha promesso: «Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»!

Nella certezza di fede che il Signore risorto è vivo e realmente presente in mezzo a noi, auguriamo a tutti, di vero cuore, una santa Pasqua ricolma di grazie e di benedizioni!

Vostre M. Maria Agnese e sr. Maria Deodata del Monastero "Regina Pacis" di Saint-Oyen


 
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